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Sergio Muratori

Riposa tra le sue montagne.
Acceglio il 27 settembre 1925 - Montenidoli il 19 ottobre 2012.
Solo qualche cenno sulla sua grande, ricca, molteplice vita:

- IL POETA
SergioSergioScriveva le sue poesie dove capitava, senza curarsi del loro destino. Sempre inediti i suoi racconti, conditi dalla sua multiforme cultura.
Da bambino il suo papà lo chiamava "il testacchione" per i suoi ragionamenti e la sua fantasia da cui scaturivano favole per i ragazzetti, che con lui andavano in paese per la scuola.
"La meraviglia della vita è la possibilità di poterla vivere con un corpo sano e i pensieri innocenti".
"Prezioso è il tempo / di ciascuna vita / ogni momento unico / ogni attimo una fonte / d'esperienza". Sergio, "teneramente" "ricamava il tempo".




- IL PARTIGIANO
SergioCorriere e staffetta tra i partigiani e suo padre, che era capo Centrale, e così si sono salvate dalla distruzione le tre centrali elettriche della Valle Maira.
Le schegge di una bomba lo hanno privato dell'occhio destro e gli sono penetrate in tutto il corpo, dove sono rimaste fino alla fine dei suoi giorni.
Ricordava di aver condotto Franz, che voleva vedere dei partigiani, fino alla locanda di San Michele, dove avevano trovato un gruppo di ragazzi che giocavano a carte con a fianco i fucili carichi.
"Viva l'Italia!" aveva gridato allora Franz, alzando il bicchiere..."viva la Germania!"...avevano risposto i giovani....




- "EL PASTRE D'ASEJ"
SergioIl Pastore di Acceglio: le montagne erano sue e ne conosceva le rocce, i laghi e le sorgenti, i sentieri e i valichi più nascosti.
Aveva scortato oltre il confine chi ne aveva bisogno nei tempi duri. E' diventato una guida d'eccezione per i vacanzieri nei tempi di pace.
E' stato un punto di riferimento per molti e per ogni persona che incontrava non risparmiava la sua attenzione e, se necessario, il suo aiuto.
Il suo prossimo gli era sacro e preferiva subire un torto in silenzio piuttosto che creare tensioni o litigi.




- IL MAESTRO
SergioSergioAveva scritto: "Non sono mai stato un maestro ma ho amato andare coi bimbi a scoprire il mondo."
A 21 anni, finite le magistrali a Mondovì e studente all'università di Torino, è stato chiamato a insegnare nella sua vallata.
Spesso i suoi allievi dovevano accontentarsi delle elementari e allora sapeva arricchirli anche di nozioni delle scuole superiori.
A Genova poi, all' Embriaco, le sue classi erano per i ricchi di Carignano e per i poveri di via Madre di Dio che con lui diventavano veri compagni e amici di vita.




- IL PATRIARCA
SergioSergio MuratoriSenza mai voler apparire è stato il capostipite che ha dato nuova vita a Montenidoli.
E' arrivato in questa terra con Elisabetta e nove bambini da educare e da vero poeta ne ha sentito subito la magia.
Con il suo amore e la sua fatica ha risvegliato i campi abbandonati, le viti e gli olivi ormai sepolti dai rovi.
Ha voluto restare nell'ombra, lasciando a Elisabetta il compito di portare per il mondo il vino di Montenidoli.
E' la grande quercia di calore, di forza, di coraggio per tutti quelli che hanno lavorato, lavorano e lavoreranno per Montenidoli.

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